È a tutti noto come Covid-19 affligga più duramente le persone che sono già in cattive condizioni di salute. I fattori di rischio di morte sono associati, oltre all'età avanzata, all’obesità, al diabete, all’ipertensione e alle patologie cardiache. In altre parole, la nutrizione è il più grande fattore di rischio del coronavirus di cui nessuno parla.

 

A tal proposito, può la dieta chetogenica essere di aiuto nel prevenire le complicanze da Covid-19?

 

LA FORMA GRAVE DELLA MALATTIA DA COVID-19

E' caratterizzata da una tempesta di citochine e dalla coagulazione intravascolare disseminata, una condizione in cui si formano coaguli di sangue in tutto il corpo, bloccando i piccoli vasi sanguigni.

Patologie come diabete, obesità e ipertensione hanno un denominatore comune: l’infiammazione cronica di basso grado e elevati livelli di mieloperossidasi, un enzima prodotto dai globuli bianchi che ha una correlazione diretta con la tempesta di citochine. In questo contesto, gioca un ruolo cruciale l’iperattivazione dei macrofagi M1, cellule infiammatorie che si trovano nell’alveolo polmonare il cui metabolismo è esclusivamente glicolitico e che vengono attivate dal virus.

 

PERCHE' LA DIETA CHETOGENICA?

La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale che, riducendo l’apporto dei carboidrati, induce e mantiene uno stato di chetosi, ovvero una condizione metabolica in cui i lipidi e i corpi chetonici sono utilizzati prevalentemente come substrati energetici.

La modulazione della disponibilità di glucosio per i macrofagi M1 indotta da una dieta chetogenica rappresenta un possibile strumento metabolico per ridurre la produzione di ATP dalla glicolisi aerobica nel fenotipo del macrofago M1 durante la fase essudativa con conseguente riduzione della sovrapproduzione di citochine e quindi anche l'accumulo di neutrofili, monociti e piastrine dal sangue.

Inoltre, l’utilizzo dei lipidi come substrato energetico è molto vantaggioso per il metabolismo dei macrofagi M2 anti-infiammatori.

 

In altre parole, la dieta chetogenica potrebbe non solo ridurre l’attivazione di cellule infiammatorie, ma contribuire al metabolismo di quelle anti-infiammatorie.

 

Infine, una dieta chetogenica, potrebbe favorire la produzione di interferone di tipo I, una proteina che aiuta a regolare l'attività del sistema immunitario. Infatti l’interferone di tipo I viene inibito da un'eccessiva produzione di lattato, ma è noto come la dieta chetogenica ne possa ridurre la produzione.

GLI STUDI PUBBLICATI E QUELLI IN CORSO

In una recensione pubblicata sula rivista scientifica Med nel giugno 2020, i ricercatori affermano che l’acido beta-idrossibutirrico (il corpo chetonico noto come BHB) è fondamentale per prevenire lo sviluppo di sintomi di Covid-19 come tosse e mancanza di respiro.

In realtà, già nel novembre 2019, qualche mese prima della pandemia, è stato pubblicato su Science Immunology uno studio in cui si dimostrava come la dieta chetogenica possa proteggere dal comune virus influenzale. I ricercatori hanno infatti dimostrato che i topi infettati dal virus dell'influenza a cui è stata somministrata una dieta chetogenica avevano un tasso di sopravvivenza più elevato rispetto ai topi con una dieta standard ad alto contenuto di carboidrati. In particolare, è stato scoperto che la dieta chetogenica ha innescato il rilascio di cellule T gamma delta (T γδ), cellule del sistema immunitario che producono muco nei rivestimenti cellulari del polmone, mentre la dieta ricca di carboidrati non ha avuto questi effetti.

Uno studio simile è stato replicato recentemente dai ricercatori della Yale School of Medicine, della New York University Langone Health e della Washington University School of Medicine, ma questa volta sviluppando un modello di infezione naturale da beta coronavirus con ceppo MHV-A59 (mCoV-A59) del virus dell'epatite murina che ricapitola la maggior parte delle caratteristiche cliniche di COVID-19. Anche in questo caso i risultati sono stati promettenti: la dieta chetogenica ha aumentato i livelli di beta-idrossibutirrato, espandendo le cellule T γδ protettive dei tessuti e disattivando l'inflammasoma, riducendo inoltre i monociti patogeni nei polmoni di topi anziani infetti.

Se sul modello animale la dieta è efficace, cosa dicono gli studi sull’uomo?

Un recente studio pubblicato su Annals of Nutrition & Metabolism (settembre 2020) afferma che “un regime dietetico di colazione chetogenica insieme all'integrazione con due dosi di MCT ricchi di acido laurico a colazione e pranzo, seguita da 8-12 ore digiuno intermittente e una cena a base di verdura e frutta, potrebbe essere una potenziale strategia profilattica e una terapia adiuvante per combattere le infezioni da SARS-CoV-2”. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi che, per quanto attendibili, non hanno ancora una conferma da studi di più lungo periodo.

DIETA CHETOGENICA PER TERAPIA INTENSIVA INTUBATA COVID-19 (KICC-COVID19)

È attualmente in corso un trial della durata di 1 anno, iniziato il 1° settembre 2020. L'ipotesi di questo studio è che la somministrazione di una dieta chetogenica possa migliorare il quoziente respiratorio, ridurre l'infiammazione e la durata della ventilazione meccanica. Il piano è di arruolare 15 pazienti intubati con infezione da COVID 19 e somministrare una formula chetogenica ad alti keto-ratio durante la loro intubazione.

TRATTAMENTI PER ATTENUARE LA TEMPESTA DI CITOCHINE

Un altro studio in corso, di cui potete già leggere l’abstract su Oxidative Medicine and Cellular Longevity, ipotizza che la somministrazione di una dieta chetogenica ai primi segni di distress respiratorio possa aumentare il metabolismo mitocondriale bypassando il blocco al complesso piruvato deidrogenasi. Il ripristino mediato dal R-BHB dei rapporti coenzimatici dei nucleotidi e dello stato redox dovrebbe diminuire i livelli di specie reattive dell'ossigeno e delle specie reattive dell'azoto per attenuare la risposta immunitaria innata e la tempesta di citochine associata, consentendo la proliferazione delle cellule responsabili dell'immunità adattativa.

IN ITALIA

E' in corso uno studio al Policlinico San Martino di Genova per verificare come la somministrazione di una dieta chetogenica possa migliorare mortalità, ridurre l'accesso alla terapia intensiva e il bisogno di NIV. Lo studio prevede la somministrazione di una dieta chetogenica ad alti keto-ratio al fine di verificare questi risultati.

 

Attendiamo con estremo interesse i risultati di questi studi, che per il momento sono molto promettenti.

 

BIBLIOGRAFIA

Ketogenic diet activates protective γδ T cell responses against influenza virus infection. Science Immunology  15 Nov 2019:

Ketogenesis restrains aging-induced exacerbation of COVID in a mouse model. Seungjin Ryu, et al. Sep 2020

Keto-diet for Intubated Critical Care COVID-19 (KICC-COVID19)

Induction of ketosis as a potential therapeutic option to limit hyperglycemia and prevent cytokine storm in COVID-19 - Samir Giuseppe Sukkar,  Matteo Bassetti 

Ann Nutr Metab 2020 Sep 18;1-7. Switching Host Metabolism as an Approach to Dampen SARS-CoV-2 Infection

Oxid Med Cell Longev. 2020 Sep 9; 2020: 6401341. COVID-19: Proposing a Ketone-Based Metabolic Therapy as a Treatment to Blunt the Cytokine Storm

Investigating Ketone Bodies as Immunometabolic Countermeasures against Respiratory Viral Infections