Dieta Chetogenica: Lipidica o Proteica?

Facciamo chiarezza

 

Ecco un argomento su cui si fa spesso confusione: la differenza tra una dieta chetogenica per il dimagrimento e una dieta chetogenica per altri scopi (patologie in primis).

Fermo restando che entrambe le diete portano alla produzione di corpi chetonici, è bene sottolineare che gli effetti sulla composizione corporea non sempre coincidono. Vediamo di fare un po’ di chiarezza partendo con la definizione di dieta chetogenica.

 

COS’È LA DIETA CHETOGENICA

È una strategia nutrizionale in grado di aumentare e mantenere uno stato di chetosi, ovvero una condizione in cui grassi e corpi chetonici sono utilizzati come fonte energetica principale”.

Detto questo, esistono diversi modi per alzare la chetonemia. Volendo semplificare, possiamo dividere la dieta chetogenica in due sottogruppi:

  • chetogenica esogena (o dieta lipidica)
  • chetogenica endogena (VLCKD)

Tuttavia, prima di approfondire i concetti di chetosi esogena e chetosi endogena, è fondamentale comprendere come i macronutrienti possono incidere sullo stato di chetosi.

 

COME I MACRONUTRIENTI INCIDONO SULLA CHETOSI

GRASSI

Il grasso è principalmente chetogeno (90%) ma ha anche un leggero effetto anti-chetogeno (10%). Ciò rappresenta il fatto che il dieci percento dei grammi di grasso totale ingeriti apparirà nel flusso sanguigno come glucosio (mediante conversione della porzione glicerolica dei trigliceridi).

CARBOIDRATI

I carboidrati sono al 100% anti-chetogeni. Man mano che i carboidrati vengono digeriti, entrano nel flusso sanguigno come glucosio, aumentando l'insulina e abbassando il glucagone, inibendo la formazione dei corpi chetonici. In effetti, qualsiasi cambiamento nella dieta che aumenta la glicemia è anti-chetogeno.

PROTEINE

Le proteine ​​hanno effetti sia chetogeni che anti-chetogeni. Ciò riflette il fatto che gli aminoacidi glucogenetici si convertono nel sangue in glucosio, aumentando l'insulina e inibendo la chetosi. Di conseguenza, le proteine ​​devono essere limitate in una certa misura in una dieta chetogenica (soprattutto a partire dalla seconda/terza settimana: vedi articolo sullo stallo) poiché un eccessivo apporto proteico genererà troppo glucosio, compromettendo o prevenendo la chetosi. Tuttavia, le proteine ​​non stimolano solo l’insulina, ma anche il rilascio di glucagone e hanno alcuni effetti pro-chetogeni a seconda degli aminoacidi contenuti nella proteina stessa.

 

 

COS’È UNA CHETOGENICA ESOGENA (DIETA LIPIDICA)

La chetosi esogena si attua quando l’aumento della chetonemia avviene grazie all’ingestione di macronutrienti chetogeni, in particolare i grassi. I corpi chetonici, in questo caso, si formano dall’accumulo di acetili derivanti dai grassi ingeriti.

In questo caso si tende a fare riferimento al rapporto chetogenico, ovvero la relazione tra i grassi (pro-chetogeni) e la somma di proteine e carboidrati (in generale anti-chetogeni). Più il rapporto chetogenico è elevato e più aumenta la chetonemia. Risulta chiaro come in questo caso sia fondamentale alzare l’apporto di grassi ingeriti e diminuire gli altri macronutrienti.

Nella maggior parte dei casi, la dieta “lipidica” si segue solo ed esclusivamente per alzare la chetonemia, ovvero in caso di patologie per le quali l’utilizzo dei corpi chetonici a scopo energetico è di essenziale importanza (problemi neurologici, sindrome da deficit del Glut-1, glicogenosi, ecc.)

 

COS’È UNA CHETOGENICA ENDOGENA (VERY LOW CALORIES KETOGENIC DIET)

La chetosi endogena avviene quando l’aumento della chetonemia è dovuto ad un accumulo di acidi grassi liberi nel fegato che derivano dalle riserve energetiche (grassi di riserva). In altre parole, i corpi chetonici si formano perché c’è la combustione del proprio grasso corporeo. In questo caso, l’apporto lipidico viene mantenuto basso per favorire la combustione dei grassi di riserva, e le calorie ridotte al di sotto della quota 800. L’apporto proteico è più elevato per evitare la gluconeogenesi a carico del tessuto muscolare, ma sempre nei range di una dieta normoproteica per non generare un’eccessiva produzione di glucosio e quindi compromettere la chetosi.

La dieta chetogenica endogena viene seguita prevalentemente a scopo dimagrante o per i problemi comunque correlati all’obesità e al sovrappeso.