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Il Percorso Nutrizionale


Cos'è la dieta chetogenica

La Dieta Chetogenica è una strategia nutrizionale in grado di indurre e mantenere uno stato cronico di chetosi, cioè una condizione metabolica in cui lipidi e corpi chetonici sono prevalentemente usati come substrati energetici.


Come si entra in chetosi?

Lo stato di chetosi si instaura innanzitutto attraverso la riduzione dell'apporto di carboidrati giornaliero. Una volta terminato il glucosio circolante, l’organismo – in condizioni di insulina bassa e glucagone elevato – comincia a rilasciare glucosio nel torrente ematico grazie alle riserve di glicogeno stoccate nel fegato. Lo svuotamento del glicogeno epatico dipende ovviamente dalla capacità di stoccaggio dell’organo stesso, che generalmente si aggira attorno ai 75-110 gr. In media, il fegato esaurisce le proprie scorte di glicogeno nel giro di 12-16 ore. Da questo momento in poi il corpo fa sempre più affidamento sugli acidi grassi liberi per le sue esigenze energetiche.

Giunti tra il secondo e il terzo giorno di restrizione glucidica, l’abbondanza di acidi grassi liberi porta alla produzione di considerevoli quantità di corpi chetonici (~ >0,5mmol/L). Per mantenere la glicemia entro range normali, l’organismo dovrà fare affidamento sulla gluconeogenesi, ovvero la produzione di glucosio a partire da substrati differenti dai carboidrati: dagli aminoacidi, in parte dal glicerolo derivante dai trigliceridi, dal lattato e dal piruvato. Fintantoché l’organismo non sarà ben adattato alla chetosi, la gluconeogenesi sarà elevata. Questo comporta un grande catabolismo proteico. Ecco perché è di fondamentale importanza non commettere errori nella valutazione dell’apporto proteico giornaliero quando si intraprende una dieta chetogenica.

Se la dieta chetogenica prosegue senza commettere errori, la scomposizione degli acidi grassi e la produzione di corpi chetonici da parte dell’organismo aumentano (keto-adattamento) e le richieste glucidiche diminuiscono, portando ad una diminuita gluconeogenesi e quindi ad un notevole risparmio proteico.


Non esiste un unico approccio alla dieta chetogenica

É di fondamentale importanza sottolineare che non esiste un unico approccio alla dieta chetogenica: ad esempio, un paziente obeso e un paziente epilettico necessitano di protocolli profondamente differenti nonostante siano entrambi chetogenici per la riduzione della quota glucidica giornaliera.


Sostanzialmente è possibile raggruppare le diete chetogeniche in due grandi macrocategorie:

  • Le Dieta Chetogeniche Endogene: in questi protocolli i corpi chetonici sono prodotti a partire da un accumulo di acetili derivanti dalla scomposizione degli acidi grassi di riserva, per cui sono utilizzate principalmente per la riduzione del grasso corporeo. In questi casi la strategia nutrizionale, conosciuta anche con l’acronimo di VLCKD (Very Low Calories Ketogenic Diet), è normoproteica, ipocalorica, ipolipidica e ovviamente ipoglucidica. Dietamedicale è stata progettata per questo tipo di protocolli.
  • Le Diete Chetogeniche Esogene: in questi protocolli i corpi chetonici vengono prodotti a partire dai grassi ingeriti. La dieta oltre ad essere ipoglucidica è iperlipidica e generalmente ipoproteica. Viene utilizzata prevalentemente per scopi diversi dal dimagrimento e si basano sul "rapporto chetogenico" o "keto-ratio" ovvero la relazione tra i grassi e la somma di proteine e carboidrati.