DIETA CHETOGENICA ENDOGENA VLCKD

 

Un argomento su cui si tende a fare spesso confusione è la differenza tra una dieta chetogenica per il dimagrimento e una dieta chetogenica “classica” lipidica.

 

Troppo frequentemente leggo la seguente errata definizione di dieta chetogenica: è una dieta alta in grassi e proteine e bassa in carboidrati. In realtà l’unica condizione per entrare in chetosi è la limitazione dell’apporto glucidico, a prescindere dagli altri macronutrienti. Ad esempio, il digiuno porta velocemente in chetosi a causa della privazione dei carboidrati.

 

Cos’è la dieta chetogenica endogena

 

A differenza della dieta chetogenica classica o lipidica, la chetogenica endogena è una dieta sostanzialmente ipolipidica. In letteratura scientifica è conosciuta con l’acronimo VLCKD (Very Low Calories Ketogenic Diet) ovvero dieta chetogenica a ridottissimo apporto calorico. Lo scopo di questo approccio nutrizionale è la perdita del grasso corporeo.

 

La quota lipidica è mantenuta bassa per due ragioni fondamentali:

 

  • I grassi sviluppano 9 Kcal/g e la dieta deve essere mantenuta al di sotto delle 800 Kcal/giorno
  • L’assunzione dei grassi alimentari sostituisce parte dei grassi di riserva che altrimenti verrebbero utilizzati a scopo energetico

 

Quanto dura una dieta chetogenica endogena?

 

In realtà la VLCKD è solo il primo step di un percorso nutrizionale che, partendo da quote caloriche inferiori, vuole portare il paziente ad una consapevolezza migliore in termini di scelte caloriche e glucidiche.

Detto questo, la durata è variabile a persona a persona e cambia soprattutto in base alla situazione di partenza. Generalmente non supera le 12 settimane, durante le quali si cerca di arrivare all’obiettivo della perdita del peso di partenza del 10%.

 

Quali sono i successivi step?

 

Dopo la fase (o le fasi) chetogeniche, è importante ricominciare ad introdurre lentamente i carboidrati. Si tratta di una fase delicatissima in cui è essenziale non fare errori, onde evitare di rovinare i risultati ottenuti; per tale motivo va supervisionata dal professionista sanitario. Generalmente, la durata di questa fase ha la stessa durata di quella chetogenica, anche se per i soggetti insulino-resistenti potrebbe essere necessario agire con maggiore cautela. Questo fase viene chiamata “reintroduzione dei carboidrati” o “transizione”.

 

Posso dimagrire con la chetogenica lipidica?

 

La chetogenica esogena “classica” è nata per il trattamento dell’epilessia infantile farmaco-resistente, non per la perdita di peso. Dal momento che è il deficit calorico il principale fattore che determina la perdita o l’aumento del peso, in linea teorica una dieta lipidica ipocalorica può far perdere peso. Ma ricordiamo che i grassi ingeriti sostituiranno quelli di riserva che avrebbero potuto essere consumati a scopo energetico, per cui non è sicuramente l’approccio più indicato quando lo scopo è la riduzione del tessuto adiposo.