Riceviamo spesso numerose domande, ma una delle più comuni è: “perché va tutto liscio le prime due settimane e poi non perdo più nemmeno un grammo?”.

Fermo restando che le motivazioni possono essere diverse, abbiamo notato che uno dei principali errori è il mantenimento della stessa quantità di proteine rispetto ai primi giorni. In questo articolo cercheremo di spiegarvi perché è opportuno abbassare la quota proteica quando i chetoni circolanti sono più elevati.

 

Il meccanismo della chetosi

Per capire l’argomento, dobbiamo partire dai meccanismi che innestano la chetosi. Se volessimo suddividere schematicamente in vari step il meccanismo della chetosi potremmo procedere come segue:

 

  1. durante le prime 8 ore di assenza di carboidrati, il corpo sta ancora assorbendo glucosio dai pasti precedenti, dopodiché comincerà ad usare il glicogeno epatico che si esaurisce generalmente entro 12-16 ore. Una volta esaurito il glicogeno il corpo farà sempre più affidamento sugli acidi grassi liberi per le sue esigenze energetiche.

 

  1. Tra il secondo e il terzo giorno l’abbondanza di acidi grassi liberi porta alla produzione di considerevoli quantità di corpi chetonici. Le misurazioni dell'uso di carburante mostrano che circa il 90% del fabbisogno totale di carburante del corpo viene soddisfatto da acidi grassi liberi e chetoni entro il terzo giorno.

 

  1. Durante la prima settimana il corpo aumenterà drasticamente la produzione di glucosio a partire dalle proteine ​​ (e da altri carburanti come lattato, piruvato e glicerolo). Questo processo si chiama gluconeogenesi. È chiaro che maggiore è la gluconeogenesi e maggiore sarà la richiesta di proteine per generare glucosio.

 

  1. A partire dalla seconda/terza settimana la gluconeogenesi comincia gradualmente a diminuire, viste le minori richieste glucidiche da parte del cervello che utilizza sempre più corpi chetonici. Anche i muscoli diminuiscono l’utilizzo di chetoni come fonte energetica per renderli maggiormente disponibili al SNC.

 

  1. Dopo la seconda/terza settimana e fintantoché esistono i presupposti per la chetosi, la scomposizione proteica diminuisce drasticamente assieme alla gluconeogenesi.

 

 

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Origini del glucosio nel sangue

Esogene

Gluconeogenesi epatica

Gluconeogenesi epatica

Gluconeogenesi epatica e renale

Gluconeogenesi epatica e renale

Tessuti che usano il glucosio

Tutti

Tutti eccetto il fegato. Muscoli in misura minore

Tutti eccetto il fegato. Muscoli in quantità intermedie tra 2 e 4

Cervello, globuli rossi, midollo renale. Piccole quantità nel muscolo

Cervello, in misura minore globuli rossi, midollo renale.

Principale combustibile per il cervello

Glucosio

Glucosio

Glucosio

Glucosio, KB

KB, glucosio

 

Perché potrebbe avvenire lo stallo

Risulta quindi chiaro come il corpo richieda – una volta adattati alla chetosi - molte meno proteine rispetto alla prima settimana in cui vi è un grande catabolismo proteico. La domanda è quindi: “cosa ne sarà delle proteine che non servono?” Si convertiranno in ulteriore glucosio, che potrebbe allontanare dalla chetosi rallentando i progressi e l’utilizzo degli acidi grassi come fonte energetica. Ed ecco che avviene lo stallo, generalmente a cavallo tra la seconda e la terza settimana dall’inizio della dieta.

 

Come risolvere il problema

L’ideale è mantenere sempre lo stesso numero di pasti giornaliero, riducendo la quantità di proteine totali. Questo potrà significare una riduzione di una o più porzioni proteiche in caso di utilizzo di alimenti “freschi” o la variazione del prodotto in caso di utilizzo di alimenti “pronti” (ad es. la sostituzione di uno o più prodotti da 15 gr di proteine con uno o più da 7,5 gr). Questa strategia non soltanto potrebbe evitare lo stallo, ma spingere ulteriormente al rialzo la chetosi (visto il miglioramento del rapporto chetogenico).

Se vi chiedete se la riduzione proteica possa aumentare il catabolismo muscolare, la risposta è NO! La dieta chetogenica è una dieta a risparmio proteico: più aumenterà l’utilizzo di acidi grassi e chetoni a scopo energetico e meno l’organismo avrà bisogno di generare glucosio a partire dalle proteine.